#sorridere

Sorridere: atteggiare le labbra al sorriso come espressione attenuata di sentimenti o reazioni varie 
Dal Dizionario Le Monnier

 

Sorridere è un atteggiamento semplice, ma difficile, a volte sottostimato. Ognuno di noi si ricorda ogni volta che si è pianto disperatamente; ne conosciamo il motivo, lo svolgimento è così chiaro da essere diventato la scena centrale del film, la durata è cronometrata, insomma è tutto chiaro e marchiato a fuoco nel nostro cervello.

Quando invece si parla de “l’ultima volta che hai riso veramente” sembra un po’ tutto più offuscato – almeno nel mio caso è così – perché a volte si ride di gusto  (ma ci si dimentica della cosa dopo un paio di ore) o si sorride di circostanza o semplicemente si usa un sorriso per distrarre l’interlocutore facendo credere in un’attenzione che non avrà mai.

Ho riflettuto a riguardo proprio con l’inizio del nuovo anno, che alle 00.01 mi ha visto fare una risata così gustosa ed irrefrenabile da prendermi alla sprovvista; tempo di fare un conto alla rovescia, protendere il bicchiere pieno di bollicine al cielo, accennare un abbraccio e poi improvvisamente è iniziata una risata fragorosa e senza fine.

Liberatorio, bellissimo, talmente bello da lasciarmi un pacco di positività e speranza di cui non ho voglia di liberarmi, voglio sentirne il peso, ricordarmene in ogni momento di panico o distrazione e farne compagni di viaggio imprescindibili.

 

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